Città. Metropoli. Ecco le vere protagoniste. A partire da quel pensiero pasoliniano che nell'antitesi conflittuale tra città e campagna intuiva un avvenire impoverito, quest'anno al centro di tutto abbiamo messo la città. Non solo la nostra Milano. La città come occasione universale e irripetibile di anonimato e di socializzazione. La città che permette di creare spazi per riflettere, per divertirsi, ma anche per rivendicare quei diritti civili ancora in parte negati. Fino alla città come luogo di migrazione, sempre in bilico tra scelta e fuga, occasione di cucitura di rapporti inesplorati, altrimenti impossibili.  
Così accade in Wilde Side, del francese Sebastien Lifshitz, film intenso e maturo, che seduce gli occhi facendoci piangere davvero. Storia di un triangolo tra un gigantesco boxeur russo, emigrato clandestino dal sorriso demolito dai pugni, un giovane nord africano, che per vivere batte nelle stazioni ferroviarie e Sylvie, una transessuale indipendente e sicura di sé. Il Jules et Jim di un Truffaut contemporaneo, diviso a metà tra una Parigi notturna e la campagna francese dai colori sbiaditi. Città e vita rurale anche in Beautiful Boxer. Ispirato a una storia vera, è un epico ed intenso melodramma orientale, in cui ad un'irriconoscibile e frenetica Bangkok si alternano i paesaggi e le nebbie delle risaie tailandesi. Racconta le vicende di un giovane pugile che dopo anni di ring riesce a coronare il sogno di diventare donna. E poi Robin's Hood, di Sara Millman e Mango Kiss di Sascha Rice, due opere indipendenti girate in digitale, l'una storia di Lou e della sua migliore amica Sassafrass in fuga verso una San Francisco underground e alternativa. L'altra divertente rilettura al femminile della saga di Sherwood, ambientata ad Oakland, in California. Amore, rapine e filantropia in una storia proletaria di passione al ritmo dell'hip-hop. Con Raspberry Reich torna Bruce La Bruce, il regista di Hustler White, che della vita urbana ci offre una lettura estrema e come sempre molto personale. Un saggio godardiano ambientato a Berlino, in cui la sessualità torna ad essere, come negli anni Settanta, l'unica vera forma di lotta e di emancipazione. La stessa Berlino che rivediamo protagonista nel primo film della DDR che parlò apertamente di omosessualità: si intitolava Coming out ed era il 1989. Sempre nel passato, riflette sulla storia sudafricana Proteus, regia di John Greyson e Jack Lewis. Partendo da un documento originale ritrovato negli archivi del tribunale di Cape Town e datato 1735, ci racconta le torture e la condanna a morte di due prigionieri accusati di sodomia.
 
Eating out è l'opera prima di Allan Brocka (quello dei corti animati con il Lego Rick & Steve), commedia losangelina sexy, dai molti nudi e dai numerosi equivoci. Si ride anche in Goldfish Memory, dove questa volta è Dublino che fa da ribalta agli incontri casuali e agli intrecci romantici di una serie di personaggi alla ricerca del rapporto ideale. Ancora città, con Los Angeles che fa da scenario urbano in Prey for Rock and Roll, diretto dal produttore di Hedwig, autobiografia di Cheri Lovedog, musicista punk-rock degli anni '80. Mentre il paesaggio scuro e desolato di Portland e Seattle è al centro della storia bergmaniana di infelice amore adolescenziale in Graffiti Artist, intenso, cupo e reale omaggio di Jimmy Bolton all'arte dei graffitisi metropolitani. E poi Madrid, dove con Cachorro ritroviamo risate e lacrime della miglior tradizione spagnola, fino a Parigi, la città da dove siamo partiti. Questa volta tocca alla premiata ditta Merchant-Ivory e alla commedia dal taglio noir, Mercy Docteur Rey.
 
Ecco il viaggio che vi proponiamo quest'anno. Un viaggio che unisce, aggrega, ricuce. Costruendo ponti, favorendo il dialogo. Come Sister Grammick, la testarda suora americana ritratta dal documentario In good conscience, che obbligata da una bolla pontificia al silenzio, sceglie di non tacere la propria visione del mondo. O come ci dimostrano i protagonisti di Farm Family, storie di frontiera di gay che per nascita o per scelta vivono e lavorano nelle campagne. Tra coltivazioni di mais, allevamenti di cavalli, eremitaggi isolati. Retroguardie di un movimento di liberazione che non si esaurisce nelle consolidate comunità metropolitane.
 
Infine feste, presentazioni di libri, incontri con filmmaker e con gli autori e autrici delle nuove antologie Men on Men 3 e Principesse Azzurre 2, edite da Oscar Mondadori.
 
Nel decimo anniversario della morte del visionario Derek Jarman. Ripensando a quando adolescenti credevamo che essere gay significasse anche avere il dovere di lottare contro le ingiustizie.
 
 
Giampaolo Marzi


    
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