Giovedì 8 giugno 2006 dalle ore 19.00 Cocktail d'inaugurazione Sagrato del Teatro Strehler Largo Greppi 1 Milano
In mostra da giovedì 8 giugno a mercoledì 14 giugno dalle 19 alle 0.30 Scatola Magica - Teatro Strehler Largo Greppi 1 Milano
In occasione del 20.mo Festival Internazionale di Cinema Gaylesbico & Queer Culture di Milano inaugura presso la Scatola Magica del Teatro Strehler la prima mostra italiana del fotografo canadese Jules de Niverville. Per l'evento verranno proiettati gli scatti relativi a due serie fotografiche: Lucky Numbers e Mortal Traces. Due linguaggi diversi, due stili apparentemente lontani, che mettono in luce la complessita' del percorso visivo e artistico, dell'immaginario fotografico di Jules de Niverville. Sospeso, diviso tra rappresentazioni reali e documentaristiche, come nel caso di Lucky Numbers e al tempo stesso volatile, come nelle immagini più libere, di fantasia, di finzione, negli scatti di Mortal Traces. Denominatore comune l'attenzione per il dato visivo e la perfezione formale, calibrata da un uso professionale della macchina fotografica e da una capacita' di composizione straordinaria, maturata durante le molteplici esperienze sui set di moda, dal fashion puro alla pubblicità.
La cura per i dettagli, per il dato cromatico e la raffinatezza della messa in scena testimoniano l'amore per i suoi soggetti, per il corpo maschile, sempre al centro del suo immaginario, sia quando ritrae persone comuni, attimi di realtà, frammenti di quotidiano, sia quando l'obiettivo si sofferma ad evocare i corpi astratti di marmorizzata bellezza, descritti in pose scultoree, ricchi di meticolose sfumature. Sono immagini che parlano di desiderio, quotidianità, corpo, bellezza, sogno e solitudine, appagando l'occhio con le forme e accompagnandoci alla scoperta delle voci nascoste, evocandone l'inesplicabile racconto.
Lucky numbers
Lucky numbers, numeri fortunati, si concentra su un gruppo di giovani prostituti gay di New York che, nel fiore della loro giovinezza e bellezza, e sedotti da uno stile di vita incentrato sulla gratificazione immediata, condividono un’esistenza votata al sesso e all’illecito. Giunti nella grande città sospinti dal sogno di una reinvenzione di sé stessi, questi ragazzi permettono all’insolito di prendere il sopravvento, di guidarli e informarne le vite. L’innocenza con cui esplorano nozioni di libertà inedite si trasforma ben presto in una particolarissima trappola. Vivendo in un mondo autarchico, finiscono inevitabilmente per indurirsi, travolti dal traffico dei loro desideri insaziabili. E la claustrofobia, unita all’incostanza dell’intimità, non fa che alimentare questo nuovo dilemma.
Il titolo della serie allude alle cifre stampate sul retro dei bigliettini contenuti nei “biscotti della fortuna”, che accompagnano certi pasti take-away fin troppo popolari. Sono “numeri fortunati” da giocare al lotto, impressi a mo’ di itinerario alternativo alla comprovata sicurezza del buonsenso, che è appannaggio delle creature più convenzionali. (Jules de Niverville)
Mortal traces
Ricordo che da bambino ero affascinato dal fatto che l’esistenza di una specie fosse spesso vincolata alla scomparsa di un’altra, ma sempre secondo uno schema ordinato e prevedibile. Mi sbalordiva la precisione con cui tutti gli esseri viventi dipendono gli uni dagli altri, constatare che ogni cosa possedesse un suo posto e un suo scopo, in vita come nella morte. Mortal Traces, tracce mortali, si sviluppa da questo interesse generale, concentrandosi tuttavia sul momento in cui questa legge naturale cortocircuita, rivoltandosi contro se stessa. I soggetti delle mie immagini sono tra quelli in via di estinzione, creature che hanno perduto il loro posto nel grande disegno della natura. In parte animali, in parte umane, incarnano comportamenti naturali che sono stati dismessi e bollati come inutili, obsoleti. Le specie nascono e muoiono in continuazione, e anche questo fa parte dell’ordine naturale delle cose, ma come è possibile accettare la propria estinzione in quanto parte di tale ordine, contraddicendo la più primordiale di tutte le lotte, quella per la sopravvivenza? La crescita, sia essa personale, sociale o evolutiva, è indissolubilmente legata a questo processo di spostamento costante, retaggio di perdita e rinnovamento. (Jules de Niverville)
Jules de Niverville è nato a Montreal nel 1967, dopo gli studi alla Concordia University, ha iniziato a lavorare come fotografo di moda e di pubblicità alternando alla scena professionale, uno spazio di ricerca artistica straordinariamente personale. Le sue foto sono state esposte in Canada, negli Stati Uniti e in Giappone. Da anni collabora come direttore della fotografia sul set di produzioni di cinema sperimentale, cortometraggi e documentari.