EDITORIALE

Tra il bianco e il nero. Della vita e della morte. Dell’amore e dell’odio. Della gioia, della speranza, della tristezza. Del cambiamento, dell’ostinazione. Della dignità, dell’ingiustizia, dell’umiliazione, del silenzio. E si potrebbe continuare a lungo, in un elenco di apparenti opposti che nelle nostre vite si sfidano, indispensabili gli uni al senso degli altri. Le trame dei film si intrecciano, disegnando una mappa coerente ed aggiornata dei si e dei no, delle nostre emozioni,delle nostre contraddizioni. Dal drammatico ritratto dell’adolescenza che non accetta le convenzioni, dipinto da James Bolton in Dream Boy, alle sfide feroci di Bruce LaBruce, che in Otto auto-critica una generazione consumata dal consumo. E poi la sfida di Senza fine, il film italiano di Roberto Cuzzillo, che racconta il viaggio della speranza per l’inseminazione assistita. E la sfida diversamente dolorosa dell’epico Les filles du botaniste, storia vera di due donne, contadine in una zona remota della Cina, giustiziate quando scoperte amanti. Vivere di Angelina Maccarone mette in gioco le contraddizioni di tre generazioni, così vicine, così lontane. Sexy, semplice e romantica la partita di Shelter, il melodramma sentimentale in cui due surfisti scoprono l’amore e tutte le certezze crollano. E poi il capolavoro di Gael Morel, Après lui, in cui Catherine Deneuve ci rispecchia incapaci di metabolizzare il lutto, il dolore. Si ride, si ride, ci mancherebbe che non si rida al cinema. Si sorride nel thriller Finn’s Girl e in Love my life, versione in carne ed ossa di un fumetto manga giapponese. E si ride tanto, come spesso accade nelle pellicole spagnole, con Chuecatown, una dark comedy in cui i buoni sono due giovani orsi-bear madrileni e il cattivo un folle speculatore immobiliare. E si ride in Breakfast with Scot, dove l’undicenne protagonista vince con la sua autentica rivoluzione d’amore. Infine Derek, il documentario narrato da Tilda Swinton, costruito da Isaac Julien con materiale inedito,uno straordinario tributo alle intuizioni sempre attuali di un grande artista e pensatore visionario.

Ma il festival non è solo grande cinema di fiction. Ci sono un centinaio di cortometraggi dascoprire e i migliori documentari in circolazione, che restano il cuore pulsante della produzioneindipendente. E poi ritorna la letteratura con Brain&Sexy (grazie Pina e grazie Diego!), Music on the steps con i migliori dj milanesi della scena electro, cui si aggiunge quest’anno TriTTico, evento di teatro in collaborazione con il Piccolo, che sarà composto da Try Creampie dellacompagnia milanese Animanera, (debuttò alcuni mesi fa con un allestimento straordinario aPalazzo Reale) parte di un triduo spettacolare insieme a Chiove dei Teatri di Vita e Ballata del carcere di Reading di Oscar Wilde, prodotto dall’ERT. Il Festival MIX di Cinema Gaylesbico eQueer Culture consolida così la vocazione multidisciplinare sperimentata nelle ultime edizioni.Da quest’anno entra a far parte ufficialmente della MIX family e mantiene l’identità storica e lacentralità del cinema tematico gemellandosi con MIX New York e MIX San Paolo, i cui direttoriJim Hubbard e Suzy Capò saranno nostri ospiti speciali.

E gli scacchi? Beh, ci siamo ricordati che nel Settimo Sigillo di Bergman il cavaliere rispose semplicemente: “Voglio la conoscenza”.
E così vinse la sua sfida.
Buone visioni!

Giampaolo Marzi